Il dissenso italiano è il più frastagliato ed incontrollato che vi sia. Noi siamo l’unico popolo che, anche nel dissenso comune, è capaci di dividersi in mille rivoli. Siamo l’unico popolo al mondo che non trova unità neanche quando il livello di pericolo per la propria sopravvivenza si alza a livelli esponenziali. Siamo quelli che dissentono meglio con il movimento di Grillo e meno con i forconi.
martedì 12 agosto 2014
Palle!
Palle, ci riempiono di palle. Ne dicono di ogni dimensione e colore, senza ritegno, con una sfacciataggine ed una disinvoltura disarmanti. Palle, in ogni campo, in ogni momento, con ogni mezzo possibile. Non c’è politico che, affacciandosi alla telecamera di un qualsiasi tg, non propini la palla quotidiana. Con le loro palle ci hanno intontiti, disinformati, depistati.
Ti combatto, Stato.
Ti combatto perché hai pensato a te stesso a danno del mio popoloTi combatto perché hai emanato leggi che tutelano le lobbies industriali e finanziarie e non hai protetto i tuoi figli più deboli
Ti combatto perché ti sei fatto corrompere da chi ti ha pagato per rendere il tuo popolo schiavo.
Fanculo
E’ una crisi che non ha fine. Popoli ridotti alla schiavitù mediante l’applicazione di tasse inique, impagabili, erosive. Nazioni buttate in un’arena dove i banchieri dettano regole suicide tra i popoli, dove guardano dagli spalti, sghignazzando, la fine della loro libertà. Lo sanno, i banchieri, che per combattere il loro potere non bastano gli sparuti gruppi politici contrari alle loro leggi e neanche quelli terroristici. Nulla è fuori il loro controllo e tutto viene intercettato, monitorato, studiato e, spesso, represso ancor prima che vi sia la possibilità di agire.
Caso Priebke. Antisemitismo: un prodotto ebraico.
Non è la reazione di un popolo oppresso, ma è la violenza gratuita di chi vuole passare per vittima anche quando compie azioni da boia. Non è il desiderio di giustizia, ma la sottaciuta sete di vendetta di un popolo piagnone, che non ammette torti, che pretende rispetto, che si esime dal darne, che piange in eterno i propri morti e che si dispensa da ogni repsonsabilità per quelli che uccide. Distruggere per costruire
giovedì 13 giugno 2013
Napolitano bis e governo di larghe intese.
Editoriale di Maggio
Dopo mesi di tira e molla, di candidature presentate all’ultimo momento, di ripensamenti da parte di chi aveva detto che si sarebbe ritirato. Dopo una serie di interventi politici volti agli interesi dei partiti, e lontani da quelli degli italiani, di colpo, in 36 ore, tutti i dubbi si sono dissipati.
lunedì 22 aprile 2013
Napolitano: Discorso di insediamento bis.
Signora Presidente, onorevoli deputati, onorevoli senatori, signori delegati delle Regioni,
lasciatemi innanzitutto esprimere – insieme con un omaggio che in me viene da molto lontano alle istituzioni che voi rappresentate – la gratitudine che vi debbo per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E' un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso, anche se sottopone a seria prova le mie forze : e apprezzo in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti in Parlamento, che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia.
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