venerdì 3 giugno 2011

Italiani, troppo intelligenti...Troppo italioti

-Articolo tratto da Il Popolo d'Italia, numero di Febbraio 2011-
Di Filippo Giannini
I soliti ignoti è uno dei più insulsi – fra i tanti – programmi televisivi italiani che allietano (si fa per dire) le nostre serate; e questo per proporre un giochetto dalle finalità un pochino più serie.
Immaginiamo uno studio televisivo e che sullo sfondo ci siano in fila dei personaggi, anche se ormai non più in vita; concedetemelo questo miracolo, ripeto: è solo un giochetto. E immaginiamo, come nella babbeatrasmissione televisiva, che il conduttore ne chiami uno alla volta e ponga le domande. Iniziamo:

Scrittore Bernard Shaw è lei che il 13 ottobre 1937 scrisse: <Lo Stato Corporativo fascista costituiva il grande avvenimento del secolo… Le cose da Mussolini già fatte lo condurranno prima o poi ad un serio scontro con il capitalismo>. Ė proprio lei?
Lei, Wallace Beery, uno dei più famosi attori americani ha detto: <Quando nel 1931 mi recai con la famiglia in Italia a presentare il film Il Campione, mi presentai spesso in maglietta nera, in onore e simpatia per Mussolini! Mussolini grande! Italia bellissima! Italiani simpaticissimi! Evviva Italia! Evviva Mussolini!>. Ė proprio lei che disse queste parole?

Lei, Giuseppe Prezzolini, grande giornalista, in piena crisi economica scrisse nel 1934 a seguito di un viaggio in Italia, proveniente dagli Stati Uniti: <Pace in questa Italia, ecco il primo sentimento certo che si prova venendo di fuori e dura per tutto il soggiorno. Le strade non saranno grandi come le Avenues, ma non ci sono mitragliatrici, le lire non saranno molte come i dollari, ma sono sempre lire e lo saranno domani. I ricchi non hanno bisogno di guardie del corpo per salvare i figlioli dal sequestro. I poveri non devono pagare la taglia mensile alla mala vita per esercitare il loro mestiere. Il popolo italiano appare rinnovato. Gode come nessun altro popolo del paesaggio, dei fiori, dei colori dell’aria. I discorsi e i commenti che vi senti, lasciano trasparire un’atmosfera di serenità e di salute. Il popolo italiano ha un aspetto più forte, più dignitoso, più serio, più curato, meglio vestito di un tempo, è ossequiente alle leggi e ai regolamenti, è istruito nella generalità. Non è ricco come altri popoli, ma non lo è mai stato e in confronto del popolo americano mi pare senza dubbio più contento>. Ė proprio lei che ha scritto queste parole?

Stanley Baldwin, è proprio lei che sentenziò: <Non credo che vi siano in Europa uomini di eccezione come Mussolini>?
Lei, Austen Chamberlain, lei che ha coperto cariche politiche di primo piano, proprio lei disse nel 1933: <La mia incondizionata ammirazione e personal affection per il Duce la cui grandezza va ogni giorno crescendo davanti al mondo>?
<Il genio romano impersonato da Mussolini, il più grande legislatore vivente. Egli ha pensato esclusivamente al bene duraturo del popolo italiano come Egli lo concepiva. Se fossi italiano sono sicuro che sarei del partito di Mussolini>. Mister Winston Chuchill, proprio lei ha scritto questo giudizio?
Cyril Clemens, sono proprio sue queste parole pronunciate nel 1969: <Consideriamo Mussolini Presidente Onorario ad memoriam della Mark Twain Society di questa Istituzione statunitense che, dal 1923, ha eletto suo premier Onorario internazionale Benito Mussolini>?
Lei, President Columbia University, ha pronunciato nel 1932, queste parole: <Si può avvicinare Mussolini a Cromwell. Il Fascismo è un sistema di governo assolutamente splendido>?
Ė proprio il Daily Express che nel 1930 scrisse: <Mussolini, questo artefice magnifico della rinnovata grandezza d’Italia, questo conciliatore dei Savoia col Vaticano, seguiva sorridente e sereno la processione dei Re e dei Principi, con la fronte cinta da un alloro invisibile>?
Ed ora smettiamo questo gioco insulso, lasciandolo alla RAI/TV e spostiamoci su argomenti seri.
Daily Mail (1932): <Il governo di Mussolini ha portato a termine un’impresa apparentemente
impossibile>.
Daily News :<Gli storici scriveranno il suo nome nel tempio della fama>.
Daily Telegraph: <Alla camicia rossa di Garibaldi è succeduta quella nera di Mussolini e fra i due fenomeni il più forte e più notevole è il secondo>.
Antony Eden (1934): <Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nella evoluzione mondiale>.

Thomas Alva Edison: <Mussolini è il genio più grande dell’età moderna>.
Douglas Fairbanks (1930): Mussolini è una delle più portentose personalità che abbia mai conosciuto>.
James Gregor (1951): <Se Marx è stato il profeta dell’Ottocento, il profeta del Novecento è Mussolini>.
C. Hibert (1933): <Quando si trasferì a Roma decise di rifiutare ogni emolumento come Capo del Governo e come Ministro, e di mantenersi coi suoi guadagni di direttore del Popolo d’Italia e con gli articoli che scriveva di tanto in tanto per qualche giornale americano>.
Samuel Hoare (1938): <Mussolini è il massimo statista dell’Europa moderna>.
William Lawrence (1930): <Ė un’Italia nuova. Mussolni è l’animatore anzi il creatore di questo nuovo spirito. Insomma: un’Italia nuova, politicamente, commercialmente e socialmente. Il cervello meraviglioso di Mussolini è al lavoro>.
G. Leavis (1982): <Ezra Pound ammira Mussolini in quanto artifex, in quanto creatore non viziato da tirannici appetiti di potere. Non deve stupire, peraltro, il lettore davanti a giudizi negativi di Pound dedicati a Metternich, a Hitler, a Francesco Giuseppe, a Nietzche>.
Lloyd George (1934): <Benito Mussolini passerà alla storia come il genio del dopoguerra… Il corporativismo ideato da Mussolini è intelligente e promette molto… Ancora una volta l’Italia, la piccola Italia che diede Cesare capitano e Napoleone condottiero e che largì al mondo i più grandi geni dell’umanità ha offerto un Uomo che desta ammirazione anche fra i suoi nemici e che ogni giorno detta leggi circa il modo di governare i popoli in momenti difficilissimi… L’Italia è un paese povero, più povero di noi. Ma ecco che cosa Mussolini ha fatto; egli ha mostrato coraggio, egli ha affrontato e affronta le difficoltà. Egli ha bonificato delle centinaia di migliaia, se non addirittura dei milioni di acri. Egli ha tratto dalla terra pane e lavoro per migliaia e migliaia di persone… Se il mondo non si decide a seguire Mussolini il mondo è perduto. Non c’è che Mussolini ad avere le idee chiare ed a camminare sicuro sulla strada segnata dalla sua volontà>.
Emil Ludwig (1940): <Mussolini è il più notevole uomo vivente; la sua figura si profila gigantesca fra i grandi uomini della Storia… Mussolini sognò col Fascismo una grande Nazione. Si mise all’opera per trasformare il sogno in realtà. Creò la Nuova Italia: e questa è una delle ragioni della sua grandezza di fronte al mondo e alla Storia>.
Manchester Guardian (1939): <Mussolini è certamente la più grande figura dell’epoca>.
Arnold Molbriegel (1929): <Anche fra i pellirosse non si parla che di Mussolini>.
Oswald H. Mosley (1931): <Mussolini è il personaggio che più ammiro nel firmamento mondiale. Mi adoprerò al massimo per emularlo o almeno avvicinarlo nelle sue iniziative e nelle sue realizzazioni di civiltà>.
New York Herald: <L’opera di Mussolini continua ad essere una delle meraviglie del secolo 20°>.
P.O. Connel (1934): <Esalto la figura del Duce, il grande statista italiano che ha finalmente saputo risolvere la spinosa questione romana. Il popolo deve serbare eterna gratitudine a Mussolini per la sua opera meravigliosa con la quale l’Italia ha assunto un nuovo assetto in ogni campo. Mussolini è un governante di genio che Dio ha dato all’Italia perché questa Nazione continui la sua rapida ascesa verso destini di gloria>.
Mary Pickford (1930): <Ecco, l’Italia è bella, è grande ma ha un torto: è stata egoista. Perché di Mussolini non ne ha dati due? Uno per sé e l’altro per qualche altra Nazione (non voglio dire quale) che ha tanto bisogno di un uomo come Mussolini>.
Lord Rothermere: <Per l’Europa è stato un tonico che ha fatto molto bene a tutti. Posso pretendere con sincera soddisfazione d’essere la prima autorevole persona che ha presentato nella giusta luce gli splendidi risultati conseguiti da Mussolini, una di quelle figure storiche come Richelieu, Cromwell, Pitt, Bismarck che lasciano un’impronta nel mondo. Come Napoleone dominò il secolo XIX così Mussolini è la più grande figura del nostro tempo>.
C.H. Sherril: <Tutti i cambiamenti apportati da Mussolini appaiono veramente un miracolo! Pulizia! Non più mendicanti! Treni sempre in orario! Enorme estensione di forza idraulica! Risanamenti delle paludi pontine! Soppressione della mafia in Sicilia, ecc.. ma preferisco parlare della trasformazione da lui operata nell’anima e nel sentimento nazionale del popolo italiano…>.

Horia Sima (1976): <Adesso si può meglio comprendere l’odio mortale dei comunisti contro il fascismo. Non perché esista un pericolo fascista, non perché possa resuscitare nel mondo il fascismo bensì perché i popoli non s’incamminino sulla via indicata da Mussolini: il cammino della collaborazione sociale, della sintesi sociale sotto l’autorità dello Stato, per fortificarsi e difendersi da esperienze disastrose>.
John Spargo (New York Time): <Mussolini è oggi l’uomo più straordinario del mondo e la sua figura è così dominante che nessun studioso di storia politica può considerarla con indifferenza>.
The Spectator (1939): <Verso la fine del libro “Vita di Mussolini”, Mussolini viene paragonato a Napoleone, Stalin e Cesare, a loro svantaggio. Il Duce, a differenza di Napoleone, non è un avventuriero senza principi e non lede i diritti genuini degli individui e delle Nazioni… Mussolini è un contadino, il figlio di un fabbro, e questo il popolo non lo dimentica. Ho parlato a contadini i quali, dopo averlo criticato, hanno affermato: “Ma è uno di noi!”>.
Oswald Splenger (1936):<L’Italia finché Mussolini vive è una grande potenza mondiale, erede naturale della Francia, se – ripeto – resterà a lungo sotto la direzione di Mussolini per fortificarsi spiritualmente e durare>.
Sunday Espress (1932): <Dopo Napoleone e Bismarck, il mondo non aveva visto un uomo di tale tempra. Mussolini è una figura unica al mondo. Ė impossibile menomare la sua grandezza. Egli ha impresso la sua luminosa personalità sull’umanità intera. Fiammeggia come un astro>.

Ward Price (1938): <Troppo a lungo la Gran Bretagna ha chiuso gli occhi davanti agli splendidi risultati conseguiti dal regime fascista. Parecchie volte Mussolini in persona mi ha manifestato la sua gratitudine per il Daily Mail, il primo quotidiano inglese che abbia onestamente esposto al mondo gli scopi che egli si prefigge>.
Washington Post (1932): <Mussolini ha scritto il suo nome nel XX secolo con un inchiostro che il tempo non potrà scolorire, e con un compito che il destino deve applaudire>.
H.G. Wells (1931): <Mussolini ha lasciato il suo segno nella storia>.
Michael Shaks ha scritto nel suo libro What is the wrong with modern world? (Cosa è sbagliato nel mondo moderno?): <Non c’è alternative, o lo Stato Corporativo o lo sfascio dello Stato>.

A questo punto immagino che qualche lettore si chiederà il motivo di tante citazioni (e sono solo alcune delle tante che ho tralasciate) di personalità anglosassone. Se questo lettore avrà la pazienza di leggere quest’ultima, comprenderà il motivo.
John Pierpont Morgan (Economista e magnate dell’industria Usa) (1932): <In America i nostri uomini politici non si curano se non di un problema, quello della loro rielezione. Tutto il resto non li interessa che mediocremente. Il popolo americano sente di non essere guidato. Felici voi, italiani, che grazie a Mussolini, avete in questo periodo così difficile il senso della sicurezza e della fiducia in voi stessi. Ci vorrebbe anche per l’America un Mussolini>.
E gli italiani che hanno fatto? Hanno ucciso e impiccato per i piedi un Mussolini e l’hanno sostituito con un americano; giusta la frase del Presidente Giorgio Napolitano che nel messaggio di capodanno agli italioti ha voluto ricordare loro che “ci siamo liberati della tirannia fascista” conquistando la democrazia made in Usa. E i risultati si vedono!

Ma voglio togliermi uno sfizietto, citando un pensiero di Francesco Grisi (1982): <CERTAMENTE CHI DIEDE L’ORDINE DI UCCIDERE MUSSOLINI IL 28 APRILE 1945 NON SI RESE CONTO CHE I FUCILI NON DANNO LA MORTE>.


P.S. Un ricatto simile a quello posto in atto dalla Fiat/Marchionne, sarebbe stato concepibile al tempo dell’adorabile tiranno?
fonte: Il Popolo d'Italia 

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