venerdì 14 dicembre 2012

L'audacia!

Il 17 dicembre scade il termine per il pagamento dell'IMU. Una ignobile tassa che uccide l'economia delle famiglie e che per molte di esse  è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle loro finanze. L'italiano, non avendo altro pastore se non l'usuraio bancario Mario Monti, sarà costretto a pagare l'ennesima estorsione bancaria appoggiata dal governo.
Ma, anche se il pizzo di stato non potrà essere ignorato, è bene ricordare a chi andranno i nostri soldi.  Li intascherà il governo Monti  che non ha fatto altro che depredare le sostanze economiche dei più poveri senza riuscire – e forse senza averne l’intenzione - a fermare la marea debitoria con la quale il nostro paese viene strangolato dalla finanza internazionale e dai banchieri infiltratisi fino in Parlamento. E così, grazie alle manovre del professore della Bocconi,  oggi, il debito pubblico è arrivato a quota 2014 miliardi di euro, ovvero 33.081 euro per ogni abitante, neonati e bambini compresi. Solo ad ottobre di quest’anno il debito era di 1995 miliardi di Euro. Dunque sarebbe opportuno chiedersi a cosa servirà questo ennesimo prelievo di sangue. A risanare il debito? No!  Ad azzerare gli interessi? No! A dare ossigeno alla sanità, alla scuola, ai trasporti? No! A diminuire il costo dell’energia e del petrolio? No! Ad abbassare la pressione fiscale? No! A dare maggiori garanzie di un futuro meno invasivo da parte dello Stato e più propenso a tutelare i suoi cittadini? Neanche!  E allora? A cosa servirà questa montagna di soldi rubati ai cittadini? Semplice, a riempire le casse delle banche e ad aumentare il loro potere economico, che si tramuterà in ulteriore potere politico e che si concretizzerà con l’invasione finanziaria delle nazioni, dove ogni bene diverrà proprietà delle banche e dove ogni essere umano nascerà già con un debito da capogiro. Una schiavitù che stritolerà sempre di più il popolo che non riuscirà mai più a sollevarsi. Gli italiani non hanno la capacità di reagire davanti a questa catastrofe. Molti di costoro si guardano attorno, smarriti, alla ricerca di qualcuno che li tiri fuori dai guai. Molti altri, invece, sono ormai completamente inebetiti da tutta una serie di condizioni sociali creati ad arti per rincoglionire il popolo: droghe, puttane, pornografia, imbecillità televisive, attrazione paranoica per le nuove tecnologie, (che vengono immesse sul mercato con il contagocce affinché ogni mese vi sia una novità che superi quella precedente e che, allo stesso tempo, tenga vigile l’attenzione di chi non pensa ad altro se non all’Iphone o al Samsung di ultima generazione). Agli italiani che vogliono davvero cambiare questo stato di cose, che non intendono essere servi dei banchieri senza scrupoli e di politici mentecatti, (questi ultimi talmente sicuri dell’indifferenza italiana che arrivano persino a prospettare un Monti eletto in Parlamento, cosa che gli darebbe anche l’autorità del mandato elettorale – che oggi non ha – per continuare a depredare senza ritegno per poi versare il bottino alla BCE e alla Goldman Sachs) a costoro, si diceva, va rivolto un monito. NON VOTATE. Lasciateli da soli. Non date il vostro appoggio, né alla sinistra, né alla destra. Tanto meno al centro. Questa è la prima cosa da fare, cioè far mancare il sostengo elettorale a coloro che se ne sono approfittati per fare da sempre i propri porci comodi. L’italiano dovrebbe ricordare che questa gente è stata eletta per tutelare gli interessi del popolo e quindi della nazione. Invece, tutto hanno fatto tranne che mantenere l’impegno per il quale sono stati votati. Costoro non conoscono i sacrifici che la crisi impone, perché mentre chiedono altri soldi ad un popolo già stremato, essi continuano a rubare, ad acquistare case, ad andare ai gran galà, a fare vita di società sfarzosa tra le alte cariche dello Stato e i grandi industriali. I politici sono persone che vivono su un altro pianeta, in un mondo diverso dal nostro. Solo che per farsi mantenere sfondano le nostre porte per rapinarci di ciò che noi, popolo, abbiamo ricavato dagli stenti, dal sudore, e dal lavoro, una voce, quest’ultima, completamente sconosciuta a molti di quelli che davanti alle telecamere mostrano il petto e la faccia seria per propinarci l’ennesimo salasso.
Il “non voto”, quindi, è già una prima forma di ripresa del controllo del proprio futuro da parte del popolo sovrano. Ma non basta. Occorre dare forza politica a chi oggi non ha voce, sia perché risulta essere troppo piccolo rispetto ai colossi che comandano la nazione, sia perché la loro politica è l’antitesi di quella che viene applicata. Se il popolo italiano non ha il coraggio di armarsi, scendere nelle strade, fare barricate e piazzarsi minaccioso davanti a Montecitorio, abbia almeno quel senso naturale di sopravvivenza che caratterizza tutti gli esservi viventi. Dia forza ad un movimento antagonista, deciso, serio, non impastoiato nelle congiure di palazzo o negli accordi di comodo tra stato, mafia e banche. Crei la possibilità affinché possano  arrivare al posto giusto le persone giuste, intenzionate davvero a liquidare personaggi, metodi  e ladrocinii che stanno uccidendo la nostra nazione. E nel fare questo, che il popolo italiano non si soffermi davanti ai simboli dei movimenti, giudicandoli solo in base alle loro bandiere e senza prendere in considerazione i piani politici e sociali che intendono portare avanti. Ora, in questo stato di cose, è necessario dare forza a movimenti che vogliono davvero sterminare, politicamente e socialmente parlando, la casta di banchieri e politici che ci sta schiavizzando grazie anche alla complicità degli ex comunisti che hanno ribaltato il loro credo ideologico, perché hanno permesso di rubare ai poveri per dare ai ricchi,( e Bersani intende proseguire proprio su questa strada).
La nazione ha  una sola arma, e viene concessa ogni 5 anni. L’abbiamo sempre usata male e a volte abbiamo evitato di farlo. Ora non possiamo più permetterci errori. Dobbiamo combattere almeno con la matita nella cabina elettorale. Guardate italiani, se non lo farete con la matita, le battaglie potrebbero iniziare in altri luoghi e i modi ben differenti. E in quel caso, qualunque cosa succeda, ogni cittadino di questa nazione dovrà sentirsi responsabile.
Potrebbe accadere che ritorni quel triste momento storico in cui i padri seppellirono i figli, ribaltando una legge naturale che prevede l’esatto contrario. Esso potrebbe tornare insieme alle paure, ai drammi, alle angosce, alle disgrazie e ai lutti che colpirebbero tutte le famiglie italiane. Quel momento storico ha un solo nome, e si chiama Guerra!

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"Noi non siamo, no, dei rivoluzionari sovvertitori. Noi vogliamo che uno Stato forte risorga e per le Leggi comandi!" Cesare Maria De Vecchi, Ottobre 1922

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